Reverb’s Shop Spotlight: Purple Chord di Beppe Quiroli

Purple Chord è un vero punto di riferimento per tutti i batteristi che non resistono al fascino degli strumenti vintage che Beppe Quiroli ogni giorno seleziona per loro. Forte di un’esperienza che dura da tanti anni, nel 2017 Beppe ha deciso di stabilirsi ad Aalsmeer, poco distante da Amsterdam, per investire in uno Showroom tutto nuovo di 220mq. Lì espone e ricondiziona i meravigliosi strumenti vintage che riesce a trovare per poi vendere alla sua affezionata clientela. “Purple” come il colore del classic rock degli anni ’60 e ‘70, il negozio punta sull’esclusività e l’alta qualità delle batterie e dei piatti che propone a musicisti sempre alla ricerca del “suono”. C’è anche un laboratorio integrato, completo di stock di pezzi di ricambio originali d’epoca.

Cosa ti ha portato a prendere la decisione di aprire Purple Chord ad Aalsmeer? Qual’è il tuo percorso?

Ho iniziato con una specie di Home Business, per hobby. Poi in poco tempo mi sono trovato ad accumulare in uno scantinato batterie vintage acquistate sul web; tutto è cominciato lì, come fa una band alle prime armi. Quel periodo è stato una grande scuola di vita. Poco spazio, ma tanti strumenti e tanti batteristi che venivano a farmi visita per provare e comprare le batterie che ero riuscito a recuperare. Nel 2017 ho preso contatti con gli importatori ufficiali dei marchi Ludwig e Istanbul Agop e da allora posso contare su un canale di comunicazione diretto con loro nella mia ricerca di strumenti vintage. L’interesse crescente per questo genere di batterie e piatti da parte dei numerosi clienti, unito alla mia passione, hanno portato a scegliere di trasferirsi in uno spazio molto più grande.

Perché pensi sia importante che il Purple Chord mantenga la sua specializzazione sulla strumentazione vintage?

Tengo moltissimo a vendere batterie vintage di qualità eccellente. Preferisco concentrarmi su poche marche, per poterle conoscere al meglio, nel modo più specifico possibile. In questo modo posso consigliare con precisione e aiutare con attenzione i miei clienti nella loro ricerca. Gli strumenti che vendo non sono per forza delle costosissime Ferrari, ma sono prodotti professionali accuratamente selezionati, che non necessariamente si trovano in tutti i negozi. Il mio obiettivo è quello di trattare degli strumenti “unici”, con una marcia in più, non ho intenzione di competere con i grandi distributori.

Per te è molto importante che i tuoi clienti possano trovare strumenti «pronti per essere suonati»; ti occupi tu in prima persona della riparazione e della revisione degli strumenti?

Il mio è un business piccolo ma esclusivo, basato per lo più sul vintage di seconda mano, che per essere al top spesso ha bisogno di cure speciali delle quali mi occupo personalmente. Mi impegno per garantire ai compratori che il prodotto che acquistano non abbia sorprese negative. La ricerca dei prodotti occupa molto del mio tempo, perché cerco alta qualità a 360 gradi, oggetti in perfette condizioni o perlomeno potenzialmente ottime. Molti dei prodotti che tratto li acquisto direttamente dagli U.S.A. potendo contare anche su un network di persone di fiducia che mi aiutano nella ricerca. A volte si trovano batterie dimenticate in un angolo per 30 o 40 anni, impolverate e con particolari da sistemare. Il mio lavoro spesso consiste nel rivitalizzare questi strumenti smontandoli completamente, sostituendo i pezzi con altri originali d’epoca e documentandomi anche su libri e vecchi cataloghi. Oltre alla soddisfazione personale nel dare nuova vita a strumenti quasi defunti, si aggiunge l’aiuto concreto che posso dare ai clienti grazie all’esperienza ottenuta smontando e rimontando tante batterie. Penso di aver salvato davvero molti bellissimi strumenti che altrimenti sarebbero finiti nell’oblio.

Chi sono i tuoi clienti? Che musica suonano?

I batteristi che frequentano il mio showroom provengono da background molto diversi: dal professionista amante del classic rock, ai docenti del conservatorio, dai batteristi jazz fino agli amatori esperti. Ciò che li accomuna è il gusto per questi strumenti del passato, unito al contatto umano che sanno di poter trovare qui. I miei tamburi possono finire sotto le bacchette di studenti appassionati, ma anche di musicisti del calibro di Jason Bonham, il figlio di John lo storico batterista dei Led Zeppelin, che una volta ha acquistato tre rullanti proprio al Purple Chord! In tanti vengono a trovarmi quando passano da Amsterdam. Proprio grazie alla presenza su internet e sui social networks sono costantemente in contatto con persone sparse per tutta Europa e ciascuno di loro sa che sono sempre pronto a mettere a disposizione la mia esperienza.

A proposito di internet, quanto è importante per Purple Chord essere presente online?

Molto, lo è sempre stato. Dal mio website alla mia pagina su facebook, fino alle nuove opportunità di miglioramento ed espansione rese possibili grazie alla piattaforma di Reverb.com. Esportiamo batterie in tutto il mondo, pertanto è fondamentale non solo che chi acquista online abbia la certezza di ricevere esattamente quello che ha ordinato, ma anche che lo strumento arrivi senza alcun danno. Siamo famosi per i nostri imballaggi fatti a regola d’arte.

Come immagini il futuro del Purple Chord? Quali progetti intendi realizzare?

Fin da quando è nato, Purple Chord è sempre stato un work in progress, in costante evoluzione e miglioramento. Lo scopo è quello di diventare un player internazionale nell’ambito delle batterie vintage di alto livello. Un punto di riferimento sempre più solido per musicisti che apprezzano questo tipo di strumenti e che sanno di trovare qui consulenza ed esperienza. Non ci poniamo limiti, ma vogliamo mantenere l’ancoraggio alla filosofia dell’alta qualità e dell’esclusività di ciò che vendiamo, unita alla forte presenza della “persona” dietro al webshop.

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