6 combo iconiche per tastiera ed effetti a pedale

Sin dagli albori del rock 'n' roll, quando i The Shadows usavano un Watkins Copicat, gli effetti musicali sono considerati strumenti essenziali per i chitarristi elettrici. Anche i tastieristi usano i pedali per alterare il sound dei loro strumenti ed esplorare i confini sonori: il sound di alcune combinazioni di tastiera e pedale diventa così indissolubilmente legato al pezzo in cui nasce.

Ecco sei delle canzoni più famose con tastiere processate attraverso effetti a pedale.

Led Zeppelin - "No Quarter"

Studio: Hohner Electra-Piano, EMS VCS3, Moog Taurus

Live: Fender Rhodes Mark I Stage 73, Maestro PS-1A Phase Shifter

Il bassista e polistrumentista dei Led Zeppelin John Paul Jones registrò i suoni subacquei di "No Quarter" dell'album Houses of the Holy del 1973 facendo passare un Hohner Electra-Piano attraverso il filtro del synth EMS VCS3 e utilizzò il LFO a onda sinusoidale del VCS3 per creare un effetto tremolante. Contestualmente suonava il basso di accompagnamento, in tempo reale, utilizzando i pedali della prima versione del synth analogico per basso Moog Taurus. Per ricreare questo effetto modulato dal vivo però, Jones faceva passare il suo piano elettrico Fender Rhodes Mark I Stage 73 attraverso un pedale Maestro PS-1A Phase Shifter progettato dalla Oberheim Electronics prima che iniziasse a produrre i suoi synth analogici.

Supertramp - "The Logical Song"

Wurlitzer 200A, Boss CE-1 Chorus Ensemble

Roger Hodgson era solito registrare il suo piano elettrico Wurlitzer 200A con un amplificatore Roland Jazz Chorus. Mentre registrava la parte della tastiera per "The Logical Song" dell'album Breakfast in America del 1979 dei Supertramp, alimentò l'output del suo Wurlitzer attraverso un DI e splittò il segnale con un pedale del Boss CE-1 Chorus Ensemble per ottenere un effetto semi modulare. Il Boss CE-1 fu realizzato per la prima volta nel 1976 e si basava sul circuito di chorus dell'amplificatore Roland JC-120 Jazz Chorus, una scelta naturale per Hodgson.

Stevie Wonder - "Higher Ground"

Hohner Clavinet, Mu-Tron III Envelope Filter

Stevie Wonder è forse il più noto musicista di Clavinet Hohner. Il miglior esempio di suono funky che lo ha reso famoso è quello di "Higher Ground" nel suo album Innervisions del 1973. Wonder faceva passare il suo Clavinet attraverso un pedale Mu-Tron III Envelope Filter, creando un auto-wah che da allora ha influenzato quasi tutti i musicisti di Clavinet. Il Mu-Tron III è stato il primo effetto a pedale envelope filter mai realizzato e fu progettato sulla base dell'envelope filter di un synth che l'ideatore della Mu-Tron, Mike Beigel, stava realizzando per la Guild Guitar Company. Beigel scoprì che il suono controllato dell'envelope filter risultava più musicale rispetto ad altri circuiti di synth, come ad esempio i modulatori ad anello, e decise di creare un effetto a pedale che realizzasse la sua idea di filtro.

Daft Punk - "Rollin' & Scratchin"

Roland Juno-106, Boss MT-2 Metal Zone

Nel loro album di debutto Homework del 1997, i Daft Punk raggiungono spesso un suono squelchy attraverso l'overdrive dei filtri dei loro synth analogici, come il sound dei filtri Korg MS-20 e Roland TB-303 utilizzati in "Da Funk". Tuttavia, per la canzone "Rollin' & Scratchin'" dello stesso album, optarono per il suono più distorto del synth analogico Roland Juno-106 fatto passare attraverso un pedale Boss MT-2 Metal Zone. L'effetto venne ottenuto aumentando lentamente la frequenza di taglio del filtro passa-basso del Juno-106 con gli slider di risonanza e rumore impostati al massimo. Il brano è nato dalle influenze dell'hardcore punk e con questa combinazione i Daft Punk sono riusciti a ottenere un suono altrettanto abrasivo.

Jean Michel Jarre - "Oxygène Part IV"

Eminent 310 Unique, Electro-Harmonix Small Stone Phase Shifter

Photo credit: Spheremusic

Il musicista elettronico Jean Michel Jarre utilizza la semplice sezione di emulazione polifonica di archi dell'organo elettronico Eminent 310 Unique in quasi tutti i brani del suo album Oxygène del 1976. Lavorando nella cucina del suo appartamento con un registratore a otto tracce e la sua collezione di synth analogici, Jarre passava la sezione di archi dell'Eminent 310 attraverso un pedale Electro-Harmonix Small Stone Phase Shifter. Questo effetto è particolarmente riconoscibile in "Oxygène Part IV". Jarre ha continuato a utilizzare la sezione di archi dell'Eminent 310 anche nel suo successivo album Équinoxe del 1978.

Rush - "2112 (Part I: Overture)"

ARP Odyssey, Echoplex

Dopo la delusione commerciale dell'album Caress of Steel del 1975, anziché cercare di abbassare i toni, i Rush decisero di sperimentare ulteriormente nell'album successivo, 2112 del 1976, che si rivelò un grande successo. La title track si apre con un'overture che crea un'atmosfera futuristica. I Rush utilizzavano un synth analogico ARP Odyssey attraverso un'unità di delay a nastro Echoplex, divenuto poi un must per i suoni delay per chitarra, per creare i rumori e l'atmosfera sci-fi di una delle loro canzoni più famose. L'ARP Odyssey era suonato da Hugh Syme, il graphic designer che ha creato il logo "Starman" dei Rush e diverse copertine dei loro album. I sound ottenuti erano assemblati in un collage durante il mixaggio. Questa canzone rappresenta un primum assoluto nell'utilizzo dei synth all'interno dei loro album, che diventerà poi il caposaldo del loro sound.


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